Cresce in Italia la raccolta di oli e grassi esausti che ammonta a 82.125 tonnellate, contro le 80.345 dell’anno precedente. A dirlo sono i dati presentati dal Consorzio nazionale Conoe, che spiega come gli oli raccolti corrispondono alla quasi totalità degli oli esausti prodotti dalle attività professionali oggetto dell’attività istituzionale del Consorzio. Infatti, la produzione nazionale complessiva di oli e grassi esausti rimane stimata in 300mila tonnellate l’anno, di cui il 38% prodotti dal settore professionale (industria, ristorazione e artigianato) e il 62% derivante da attività domestiche.
Il Conoe gioca un ruolo centrale nella valorizzazione degli oli vegetali esausti attraverso la loro rigenerazione. Nel 2025, oltre il 98% delle tonnellate raccolte è stato avviato a processi di rigenerazione e destinato in gran parte alla produzione di biodiesel. Questo ha consentito di evitare l’emissione di oltre 235.000 tonnellate di CO₂, contribuendo alla transizione ecologica e alla riduzione della dipendenza da fonti fossili.
Tuttavia il settore sta affrontando alcuni nodi irrisolti, spiega il Conoe: la collocazione degli oli da cucina usati sul mercato dei biocarburanti viene penalizzata dalla concorrenza con prodotti di importazione la cui tracciabilità è spesso dubbia e dalla mancanza di un meccanismo incentivante pienamente favorevole. Una situazione che rischia di compromettere gli sforzi virtuosi della filiera nazionale e che il Consorzio ha già illustrato ai Ministeri competenti e al Parlamento al fine di individuare le soluzioni di valorizzazione più opportune.
Sotto il profilo economico, il Bilancio 2025 evidenzia un risultato di esercizio positivo e il mantenimento di una solida situazione patrimoniale, con i principali indicatori di liquidità e solidità in netto miglioramento rispetto alle annualità pregresse. In termini di attività consortile si registra una progressiva crescita del numero dei consorziati nei diversi comparti di appartenenza (con circa 400 nuove imprese iscritte), a dimostrazione del ruolo primario del CONOE quale Consorzio ex-lege per la filiera.
Tra le attività più rilevanti del 2025 si segnalano: la crescita delle convenzioni con enti pubblici e aziende di igiene urbana; il sostegno agli studi sulle applicazioni dell’olio vegetale esausto diversi dall’attuale utilizzo; la digitalizzazione dei dati della filiera degli oli attraverso lo sviluppo di una piattaforma dedicata; l’intensificazione delle attività di comunicazione e sensibilizzazione, soprattutto attraverso piattaforme digitali.
Il Conoe continua a rappresentare un modello virtuoso di economia circolare, capace di coniugare risultati concreti, sostenibilità ambientale e collaborazione con il territorio – afferma il Presidente Tommaso Campanile. “I dati della Relazione al Bilancio 2025 confermano la solidità e l’efficacia del lavoro svolto: abbiamo raccolto oltre 82mila tonnellate di oli e grassi esausti, destinandone più del 98% alla rigenerazione, con benefici tangibili in termini di riduzione delle emissioni e produzione di biodiesel. Allo stesso tempo, resta fondamentale rafforzare ulteriormente la raccolta, soprattutto in ambito domestico, e garantire condizioni normative e di mercato che valorizzino pienamente l’impegno delle imprese italiane del settore”.
Il Consorzio conferma inoltre l’obiettivo strategico di aumentare i quantitativi intercettati e di rafforzare le sinergie con Comuni, Enti territoriali e cittadini, affinché ogni litro di olio esausto possa essere recuperato e valorizzato, evitando impatti ambientali dannosi.











