Crisi plastica, Legambiente Veneto: no all’incenerimento come soluzione strutturale

“Ci auguriamo che le soluzioni paventate, come l’invio all’incenerimento della plastica riciclata che non trova sbocchi sul mercato, siano e restino strettamente emergenziali e non diventino strutturali: l’incenerimento infatti è contrario ad ogni obiettivo di efficienza del comparto del riciclo e sarebbe di fatto un vero e proprio paradosso ecologico". Così Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto

Crisi plastica, Legambiente Veneto: no all'incenerimento come soluzione strutturale

“Ci auguriamo che le soluzioni paventate, come l’invio all’incenerimento della plastica riciclata che non trova sbocchi sul mercato, siano e restino strettamente emergenziali e non diventino strutturali: l’incenerimento infatti è contrario ad ogni obiettivo di efficienza del comparto del riciclo e sarebbe di fatto un vero e proprio paradosso ecologico”. Così Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, a proposito della crisi del riciclo della plastica che sta mettendo in difficoltà le filiere nazionali e regionali.

“Chiediamo per questo a Regione Veneto – prosegue Lazzaro – di vigilare sul rispetto e l’applicazione delle direttive e dei regolamenti europei e di continuare a puntare sull’applicazione delle norme che consentono la promozione della plastica riciclata europea, aumentando gli acquisti verdi e l’applicazione dei CAM (criteri ambientali minimi) previsti per gli appalti pubblici”.

Qualche giorno fa la Regione ha scritto al Ministro dell’Ambiente e convocato un tavolo con tutti gli operatori del settore per individuare soluzioni sia nell’immediato sia nel medio-lungo periodo.

A questo proposito Legambiente ribadisce che “ridurre l’utilizzo della plastica monouso, lavorare sull’ecodesign dei prodotti, sviluppare impianti sempre più innovativi e non affidarsi a filiere di riciclo extra-EU, sono una precondizione che deve trasformarsi in un impegno unanime della politica e degli Amministratori regionali e locali”.

“Va inoltre sottolineato – aggiunge Lazzaro – come una delle principali cause di questa situazione siano gli eccessivi costi energetici che subiscono le aziende nella produzione della materia prima seconda. Evidentemente è tutt’altro che marginale accelerare sulle rinnovabili, se vogliamo garantire la competitività del nostro tessuto produttivo ed economico. L’inerzia nelle scelte riguardanti gli impianti da energia rinnovabile sta ormai quotidianamente presentando il conto economico, sociale e climatico. Per questo chiediamo alla politica una urgente assunzione di responsabilità dando gambe e norme chiare alla transizione energetica, che resta l’unica soluzione per una riduzione immediata dei costi dell’energia”.

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