Giornata Mondiale della Bicicletta, FIAB rilancia la sfida delle Città 30

In vista del 3 giugno, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta chiede di accelerare le politiche per la sicurezza stradale e la mobilità attiva. Nel 2025 gli spostamenti in bicicletta e micromobilità hanno superato il 5% del totale, mentre Bologna registra un calo delle collisioni del 12,5% dopo l’introduzione del modello Città 30

Giornata Mondiale della Bicicletta 2026

In occasione della Giornata Mondiale della Bicicletta, celebrata il 3 giugno e istituita dalle Nazioni Unite per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta richiama l’attenzione di amministrazioni locali, Regioni e Governo sulla necessità di proseguire il percorso verso città più sicure e favorevoli alla mobilità attiva.

Secondo la Federazione, la riduzione della velocità nei centri urbani e la diffusione di modelli come le Città 30 rappresentano strumenti fondamentali per diminuire il numero di collisioni e migliorare la qualità della vita nelle aree urbane.

Mobilità attiva in crescita in Italia

I dati relativi al primo semestre del 2025 mostrano una crescita dell’utilizzo della bicicletta nel Paese. Gli spostamenti effettuati in bicicletta e con mezzi di micromobilità hanno infatti superato per la prima volta il 5% del totale degli spostamenti quotidiani, segnando un incremento rispetto al periodo precedente alla pandemia.

La bicicletta viene utilizzata soprattutto nei tragitti urbani più brevi: oltre l’81% degli spostamenti ciclabili avviene entro i dieci chilometri, una distanza nella quale rappresenta un’alternativa concreta all’automobile privata.

Permangono tuttavia criticità sul fronte della sicurezza. Nel 2025 sono state 222 le persone che hanno perso la vita in bicicletta sulle strade italiane, mentre l’Italia registra 51,4 vittime per milione di abitanti, collocandosi al diciannovesimo posto tra i Paesi europei per sicurezza stradale.

Le Città 30 come modello per ridurre incidenti e vittime

FIAB evidenzia come numerose città europee abbiano ottenuto risultati significativi grazie all’introduzione di limiti di velocità a 30 chilometri orari e a interventi di moderazione del traffico.

Secondo i dati richiamati dalla Federazione, il 75% delle città che ha adottato il limite dei 30 km/h ha registrato una diminuzione di morti e feriti, mentre il 91% segnala benefici più ampi legati alla qualità della vita urbana, tra cui la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e l’aumento degli spostamenti a piedi e in bicicletta.

Tra gli esempi italiani viene indicata Bologna, dove a due anni dall’avvio del progetto Città 30 il Comune registra una riduzione del 12,5% delle collisioni, del 43,6% delle vittime e del 7,2% dei feriti rispetto al biennio precedente. In termini assoluti, i dati corrispondono a 17 vite salvate, 709 collisioni in meno e 348 persone ferite in meno. Nello stesso periodo gli spostamenti in bicicletta sono aumentati del 19%, mentre il traffico automobilistico è diminuito del 9%.

Educazione e cultura della mobilità sostenibile

Per FIAB, il cambiamento non riguarda soltanto infrastrutture e regolamenti, ma anche la diffusione di una nuova cultura della strada. La Federazione sottolinea l’importanza dell’educazione alla mobilità sostenibile e della promozione di comportamenti sicuri fin dall’infanzia.

Tra le iniziative previste nelle prossime settimane figura la partecipazione al Green&Blue Festival di Milano con il laboratorio “La strada è di tutti”, dedicato agli alunni della scuola primaria e focalizzato sulle regole della circolazione e sull’uso consapevole dello spazio pubblico.

FIAB sarà inoltre presente a Velo-city 2026, il congresso internazionale dedicato alla ciclabilità e alla mobilità urbana sostenibile in programma a Rimini dal 16 al 19 giugno, uno degli appuntamenti di riferimento a livello mondiale per il confronto sulle politiche di mobilità attiva.

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