Riciclo plastica, Assorimap: fatturato in calo per il terzo anno consecutivo

Presentato a Milano il report 2025 sul riciclo meccanico delle materie plastiche. Il comparto registra un calo dell'1,1% del fatturato nonostante l'aumento dei volumi trattati. Assorimap chiede nuove misure per sostenere il settore, tra cui crediti di carbonio e obblighi di utilizzo di materiale riciclato in beni e imballaggi

Riciclo plastica Assorimap fatturato calo terzo anno consecutivo

Il fatturato delle imprese italiane del riciclo meccanico delle plastiche è diminuito per il terzo anno consecutivo, attestandosi a 685 milioni di euro nel 2025, con una flessione dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo i volumi trattati sono invece cresciuti del 2%, raggiungendo le 850 mila tonnellate.

È quanto emerge dal report 2025 sul riciclo meccanico delle materie plastiche realizzato da Plastic Consult per Assorimap, l’Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche, presentato l’11 giugno a Milano nell’ambito della fiera Plast 2026.

Prezzi dei riciclati ai minimi e costi energetici in aumento

Secondo il rapporto, il peggioramento della situazione economica è legato soprattutto all’andamento del secondo semestre del 2025, caratterizzato da quotazioni delle plastiche riciclate ai livelli più bassi dell’ultimo decennio e da costi operativi elevati.

Particolarmente significativo l’aumento dei costi energetici, che a dicembre hanno raggiunto i 135 euro per megawattora, oltre il 40% in più rispetto ai livelli del 2021.

Una combinazione che, secondo Assorimap, ha fortemente ridotto la redditività delle imprese del settore, comprimendo i margini economici fino quasi ad azzerarli per numerosi polimeri.

R-PET primo segmento per fatturato

L’unica eccezione è rappresentata dal comparto dell’R-PET, il materiale ottenuto dal riciclo delle bottiglie in PET.

Nel 2025 il segmento ha superato le 228 mila tonnellate e ha raggiunto un fatturato di 272 milioni di euro, in crescita dell’8,8%, diventando per la prima volta il principale mercato del riciclo plastico italiano per valore economico.

Secondo Plastic Consult, il risultato è legato agli obblighi introdotti dalla normativa europea sulle bottiglie per bevande, che prevede quote minime di plastica riciclata all’interno degli imballaggi.

Un settore composto da 350 imprese

Il comparto italiano del riciclo meccanico della plastica comprende circa 350 imprese, tra operatori della raccolta, selezione e recupero dei rifiuti plastici, oltre a 240 produttori di materie prime seconde e 88 impianti specializzati nel trattamento della plastica post-consumo.

Assorimap evidenzia però il permanere di diverse criticità strutturali, tra cui la mancanza di codici doganali specifici per distinguere le materie plastiche riciclate da quelle vergini e l’assenza di misure efficaci per contrastare l’ingresso sul mercato di materiali dichiarati riciclati ma commercializzati a prezzi incompatibili con i costi effettivi del riciclo.

Le richieste di Assorimap

L’associazione chiede il rilancio del tavolo ministeriale dedicato alla crisi del riciclo, con obiettivi e tempistiche definite, oltre alla definizione di accordi di filiera che favoriscano l’utilizzo di materiale riciclato.

Tra le proposte avanzate figurano anche l’introduzione di sistemi di valorizzazione ambientale del riciclato, come i crediti di carbonio, e l’obbligo di utilizzo di plastiche riciclate nella produzione di beni e imballaggi.

Secondo Assorimap, misure di questo tipo potrebbero contribuire a rafforzare la competitività delle imprese e sostenere la domanda di materie prime seconde, in un contesto in cui il riciclo rappresenta un elemento centrale delle strategie di economia circolare e della gestione dei rifiuti.

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