Rifiuti di Roma, Raggi dopo gli arresti in Regione: “Revoco discarica di Monte Carnevale”. Le reazioni di Comitato e Commisione Ecomafie

Così la sindaca della Capitale in seguito agli arresti della dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini, e dell'imprenditore Valter Lozza, proprietario della cava di Monte Carnevale individuata come sito per la nuova contestatissima discarica della Capitale, accusati di corruzione e concussione in un'indagine sulla gestione dei rifiuti della Procura di Roma. Vignaroli, presidente Commissione Ecomafie: "Perplessità già emerse"

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Virginia Raggi affida ad un post su facebook il suo commento dopo la notizia degli arresti domiciliari per la dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini, e l’imprenditore Valter Lozza, proprietario attraverso la società Ngr della cava di Monte Carnevale, individuata come sito per la nuova contestatissima discarica della Capitale. I due sono accusati di corruzione e concussione in un’indagine sulla gestione dei rifiuti condotta dalla Procura di Roma. Secondo la sindaca Raggi, il procedimento dimostrerebbe che lei e la sua amministrazione hanno dovuto subire le imposizioni della Regione per avallare la discarica in Valle Galeria.

“Sono stata ‘massacrata’ per cinque anni e ho subito ogni tipo di accusa solo perché mi opponevo al modello di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, ma alla fine avevo ragione – scrive Raggi – Oggi la Procura ha disposto due arresti in merito all’apertura della discarica di Monte Carnevale all’interno del territorio di Roma. Ora Zingaretti ritiri il proprio Piano Regionale dei Rifiuti che impone l’apertura di discariche a Roma, una scelta che noi romani abbiamo dovuto subire“.

Vi spiego come è andata, scrive la sindaca: “Gli accusati avrebbero ‘manipolato la procedura amministrativa volta alla individuazione della prossima discarica di rifiuti solidi urbani della Capitale, ricorrendo ad indebite scorciatoie’. Non esprimo alcun giudizio sugli indagati, innocenti fino a prova contraria, ma è evidente che ci siano delle gravi responsabilità politiche della Regione Lazio. Che quel piano fosse sbagliato l’ho detto in tutti i modi, ma in tanti hanno fatto orecchie da mercante. Io, dal mio canto, avvierò la revoca per la realizzazione della discarica di Monte Carnevale“.

“La nuova maggioranza in Regione Lazio ha la possibilità ed il dovere di intervenire – prosegue Raggi – rivedendo la assurda decisione di obbligare Roma ad avere una discarica sul proprio territorio. Ecco come si è arrivati alla discarica di Monte Carnevale: il 31 dicembre del 2019 Roma Capitale è stata, di fatto, costretta ad indicarla come sito idoneo. Una imposizione del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti del Lazio”.

L’inchiesta

Nell’ordinanza il gip scrive che non “è da escludere che la delibera” del Comune di Roma del 31 dicembre del 2019 “sia seguita alle suggestive indicazioni della Tosini, forte della professionalità acquisita nel settore”. I “due indagati intendevano trasformare la discarica da sito autorizzato per il conferimento di inerti in impianto per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani della Capitale”. Il progetto complessivo per l’impianto di smaltimento presentato dalla Ngr di Lozza era di una volumetria complessiva di 1,7 milioni di mc ma poi l’imprenditore decise di sottoporre alla Regione solo un minimo stralcio da 75mila mc.

Il gip scrive che Flaminia Tosini faceva parte di un sistema “criminoso ben collaudato ed estremamente pericoloso”. Un intero dipartimento della Regione Lazio “totalmente ripiegato sugli interessi privati” di un imprenditore grazie all’appoggio di una dirigente pubblica. Per il magistrato Tosini “nella qualità di direttore regionale della ‘direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti’ anziché destinare le proprie conoscenze tecniche e le proprie funzioni all’interesse pubblico, e in particolare al bene pubblico per eccellenza quale quello della salubrità dell’ambiente, destinava il proprio ufficio e l’intero reparto dedicato al ciclo integrato dei rifiuti, nel quale si muoveva con straordinaria disinvoltura, agli interessi di Lozza” al quale era legato da profonda amicizia.

Le reazioni del Comitato Valle Galeria Libera

Breve ma molto diretto il comunicato del Comitato Valle Galeria, che si oppone da anni alla realizzazione della discarica di Monte Carnevale, per motivi ambientali e sociali. I cittadini chiedono il ritiro di tutti gli atti firmati da Tosini e della delibera del Comune di Roma sulla discarica: “Gli arresti di questa mattina non ci colgono di sorpresa. Ringraziamo gli inquirenti, le forze dell’ordine per l’operazione effettuata e tutti i cittadini che hanno firmato le denunce penali. Il Comitato Valle Galeria Libera richiede con forza l’immediata rimozione dell’Ing. Flaminia Tosini dal vertice della Direzione Politiche Ambientali del Ciclo dei Rifiuti della Regione con conseguente annullamento di tutti i procedimenti in corso e gli atti a sua firma”.

“Riteniamo come atto dovuto le dimissioni dei responsabili politici di questo ‘scandalo’ quali l’Assessore ai rifiuti e il Governatore della Regione Lazio. Ci aspettiamo inoltre dal Comune di Roma l’immediato ritiro della ‘infame’ delibera del 31 dicembre 2019 che ha indicato Monte Carnevale quale discarica di rifiuti solidi urbani di Roma”.

La Commissione Ecomafie

“Se sulle autorizzazioni del sito di Monte Carnevale sono stati commessi illeciti lo accerteranno i magistrati. Vorrei tuttavia sottolineare come la Commissione Ecomafie avesse la consapevolezza delle criticità ambientali legate a miniere e cave dismesse, tanto da aver avviato un’inchiesta su questo tema. Quanto accaduto conferma l’importanza dell’argomento”. Così in una nota il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

“La Commissione aveva notato fin da subito aspetti critici meritevoli di ulteriore approfondimento rispetto alla decisione di realizzare nella cava esaurita di Monte Carnevale la nuova discarica di rifiuti urbani di Roma – aggiunge Vignaroli – Un anno fa, a marzo 2020, alla vicenda erano state dedicate specifiche audizioni in cui era stata sentita anche la dottoressa Flaminia Tosini. Quanto emerso aveva confermato le perplessità della Commissione. Da qui la decisione di inserire Monte Carnevale tra i casi esemplari di approfondimento nell’ambito dell’inchiesta sugli aspetti ambientali legati a miniere e cave dismesse”.