A quattro anni dal recepimento della direttiva europea SUP, nata per ridurre l’impatto dei prodotti in plastica monouso, l’Italia si confronta con un quadro ancora complesso. L’inchiesta “Schiavi del monouso”, realizzata da Antonella Cignarale con la collaborazione di Eva Georganopoulou per Lab Report, mette in evidenza le criticità legate all’applicazione della normativa.
La direttiva prevedeva la riduzione della produzione di articoli come bicchieri e coperchi e il divieto di prodotti particolarmente impattanti, tra cui bastoncini cotonati, posate, piatti e cannucce, spesso responsabili dell’inquinamento marino. Tuttavia, l’assenza di indicazioni precise sulle modalità e sulle quantità di riduzione ha lasciato margini di interpretazione al mercato.
Secondo quanto emerge dal servizio, proprio questi vuoti normativi avrebbero favorito l’introduzione di soluzioni alternative che, pur formalmente conformi, rischiano di mantenere inalterato il modello del monouso. Inoltre, rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia avrebbe adottato approcci più flessibili, con effetti concreti sulla reale efficacia delle misure di contrasto ai rifiuti plastici.











