Torino, il caldo mette alla prova la metro: Gtt cerca nuove soluzioni di raffrescamento

L'azienda dei trasporti avvia uno studio di fattibilità per individuare soluzioni alternative alla climatizzazione tradizionale sulla Linea 1. I convogli e le stazioni non sono stati progettati per ospitare impianti di aria condizionata e un eventuale adeguamento richiederebbe interventi complessi e costosi

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Le ondate di calore sempre più frequenti stanno ponendo nuove sfide anche al trasporto pubblico urbano. A Torino il tema riguarda in particolare la Linea 1 della metropolitana, progettata oltre vent’anni fa in un contesto climatico molto diverso da quello attuale.

Di fronte alle segnalazioni dei passeggeri sulle alte temperature registrate nei convogli durante le giornate più torride, Gtt ha annunciato l’avvio di uno studio per individuare possibili soluzioni capaci di migliorare il raffrescamento della rete.

Una metropolitana nata prima dell’emergenza climatica

Secondo l’azienda, la struttura della Linea 1 non consente di installare facilmente impianti di climatizzazione tradizionali. Convogli, stazioni e sistemi tecnologici sono stati progettati quando il problema delle ondate di calore non aveva ancora assunto le dimensioni odierne e qualsiasi intervento di questo tipo richiederebbe modifiche profonde all’infrastruttura esistente.

Per questo motivo l’attenzione si concentra su tecnologie alternative in grado di ridurre il disagio dei viaggiatori senza compromettere il funzionamento della rete o richiedere lunghi periodi di fermo.

Temperature urbane e trasporto pubblico

La questione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda molte città europee. L’aumento delle temperature medie e la maggiore durata dei periodi di caldo intenso stanno infatti imponendo una revisione delle infrastrutture urbane, comprese quelle dedicate alla mobilità.

Sistemi di trasporto progettati negli anni Novanta o nei primi anni Duemila si trovano oggi a operare in condizioni climatiche differenti rispetto a quelle previste in fase di progettazione, rendendo necessario individuare nuove strategie di adattamento.

Lo studio di Gtt

Attualmente la metropolitana torinese utilizza un sistema di ventilazione basato sul ricambio d’aria nelle gallerie e nelle stazioni. Questo meccanismo consente di limitare l’accumulo di calore, ma mostra i propri limiti durante le giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate.

Lo studio annunciato da Gtt dovrà quindi verificare quali interventi possano essere adottati per migliorare il comfort dei passeggeri, valutando costi, tempi di realizzazione e compatibilità con l’infrastruttura esistente.

L’obiettivo è individuare soluzioni che consentano alla rete metropolitana di affrontare condizioni climatiche sempre più estreme, tema destinato a diventare centrale per il futuro della mobilità urbana.

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