Ue, Regolamento ecodesign: i potenziali benefici ambientali ed economici secondo l’EEB

A marzo la Commissione europea ha presentato una serie di misure di progettazione di ecodesign per accelerare la transizione verso un'economia circolare, l'Ufficio europeo dell'ambiente ha realizzato una ricerca per analizzare i potenziali risparmi in termini ambientali. Attraverso dei case study sui quattro gruppi di prodotti, il rapporto realizzato dall'EEB ha esaminato i potenziali risparmi che le nuove misure potrebbero portare: elettrodomestici da cucina, prodotti tessili, materiali intermedi per l'edilizia e mobili

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Regolamento ecodesign

Una nuova ricerca dell’Ufficio europeo dell’ambiente (EEB) prende in esame i potenziali risparmi ecologici ed economici per i consumatori del nuovo regolamento sulla progettazione di ecodesign dei prodotti sostenibili (ESPR). L’ESPR è stato proposto nel marzo 2022 in linea con l’obiettivo del Green Deal europeo e la norma di economia circolare per rendere i prodotti maggiormente sostenibili. Una prima bozza dell’ESPR dovrebbe essere pubblicata per una prima consultazione all’inizio del 2023.

Le nuove misure di ecodesign prevedono la definizione di requisiti minimi per la progettazione dei prodotti (i requisiti includono la durata, la riparabilità e la riciclabilità) e disposizioni volte a ridurre la produzione non necessaria (questo attraverso l’introduzione del divieto di distruggere prodotti invenduti).

Attraverso dei case study sui quattro gruppi di prodotti, il rapporto realizzato dall’EEB ha esaminato i potenziali risparmi che le nuove misure potrebbero portare: elettrodomestici da cucina (bollitori e microonde), prodotti tessili (magliette), materiali intermedi per l’edilizia (cemento) e mobili (scrivanie e sedie da ufficio). “Mentre è promettente vedere che due di questi settori (mobili e tessili) saranno probabilmente inclusi nelle misure – spiega EEB – c’è ancora incertezza su quali altri gruppi di prodotti saranno inseriti in una bozza di piano di lavoro che dovrebbe essere pubblicata per una prima consultazione all’inizio del 2023″.

La regolamentazione dei prodotti intermedi, come il cemento, potrebbe avere un ampio potenziale a causa della sua elevata concentrazione di carbonio e della loro inclusione in una serie di tipi diversi ri prodotti. Un’analisi simile, pubblicata di recente da Zero Waste Europe e Eunomia, ha rilevato che un approccio business-as-usual alla produzione di materiali intermedi, che rappresentano un quarto delle emissioni globali, ci sta portando verso un riscaldamento globale fino a 2,5°C.

La Commissione europea, in una precedente comunicazione, aveva già segnalato l’intenzione di escludere il cemento dal campo di applicazione dell’ESPR, preferendo affrontare questo settore altamente inquinante nel regolamento sui prodotti da costruzione (CPR). I gruppi ambientalisti temono tuttavia che il CPR sarà uno strumento più debole, che difficilmente stabilirà requisiti minimi di progettazione con la stessa forza della legislazione sulla progettazione ecocompatibile. Il rischio è quello di prolungare la disponibilità di cemento con elevate emissioni incarnate. Come rilevato dallo studio, il 7% delle emissioni globali di gas serra è legato alla produzione di cemento e le emissioni della sola produzione di cemento dell’UE sono equivalenti a quelle del Belgio.

Come spiegato dall’EEB, omettere questi prodotti dal piano di lavoro sulla progettazione di ecodesign sarebbe quindi un’occasione persa per l’UE di lavorare per raggiungere i suoi obiettivi climatici.

Lo studio ha anche mostrato risultati promettenti dalla definizione di requisiti orizzontali per gruppi di prodotti simili. Prodotti come bollitori e microonde potrebbero essere raggruppati come “piccoli elettrodomestici da cucina”. Singolarmente questi prodotti potrebbero non rappresentare un’impronta sufficiente per essere considerati prioritari, ma nell’ambito dell’intero gruppo, i potenziali risparmi per le misure orizzontali possono essere molto significativi. I ritardi nelle misure di progettazione ecocompatibile per singoli gruppi di prodotti minacciano gli obiettivi climatici e costano ai consumatori, quindi non c’è motivo per la Commissione di non accelerare il processo affrontando più gruppi di prodotti contemporaneamente.

Secondo lo studio, prodotti più sostenibili porteranno anche risparmi economici ai consumatori. Prodotti più durevoli e riparabili significano una minore necessità di acquistarne di nuovi, mentre la progettazione ecologica degli elettrodomestici da cucina comporta una riduzione delle bollette dell’elettricità e dell’acqua. Data l’attuale crisi del costo della vita, è fondamentale che l’UE protegga il più possibile i suoi consumatori attraverso una progettazione ecocompatibile.

Attraverso questa ricerca, l’EEB invia un messaggio chiaro all’UE: rendere i prodotti il più sostenibili possibile attraverso solide misure di progettazione ecocompatibile, dando la priorità nel nuovo piano di lavoro ai gruppi di prodotti orizzontali e intermedi e garantire che non vi siano ritardi nell’attuazione,