Il ruolo dell’economia circolare nel sistema industriale e nelle politiche ambientali è stato al centro della IX edizione di Ecoforum Economia Circolare, organizzata da Legambiente Lombardia a Brescia. L’appuntamento ha riunito rappresentanti istituzionali, imprese e operatori della filiera per un confronto sulle prospettive del settore in relazione agli obiettivi europei al 2030.
L’iniziativa si è svolta presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il coinvolgimento dell’Alta Scuola di Management Sostenibile (ALTIS) e dell’Alta Scuola per l’Ambiente, oltre alla partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione, del presidente della Provincia Emanuele Moraschini e del presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.
Un sistema industriale tra i più avanzati in Europa
Secondo quanto emerso nel corso dell’evento, le filiere lombarde e italiane dell’economia circolare risultano tra le più sviluppate a livello europeo, sia in termini di occupazione sia per la capacità di contenere i costi energetici attraverso il recupero di materia.
Il modello circolare è stato indicato come uno strumento utile per affrontare le criticità legate alla disponibilità di risorse e alla volatilità dei prezzi, oltre che per contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti, in linea con gli obiettivi europei.
I nodi della transizione: normativa, filiere e materie prime
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra innovazione tecnologica e quadro normativo, ritenuti elementi determinanti per accelerare la transizione. Sono stati inoltre analizzati i principali ambiti di intervento: prevenzione dei rifiuti, ecodesign, sviluppo delle filiere e supporto alle imprese.
Un focus specifico ha riguardato il ruolo delle multiutility nel recupero delle risorse strategiche e nella gestione dei flussi di materiali, con riferimento anche alle filiere industriali del territorio bresciano, in particolare quelle legate alla lavorazione dei metalli.
È stato inoltre evidenziato il tema della crisi del riciclo della plastica, legata alla competitività del materiale vergine rispetto a quello proveniente da raccolta differenziata.
Obiettivi europei e scenario al 2030
Il dibattito si è inserito nel percorso che porterà alla definizione del Circular Economy Act europeo. Tra gli obiettivi indicati per il 2030 figurano l’utilizzo di almeno il 24% di materiali riciclati, il raggiungimento di un 70% di riciclo degli imballaggi e il 65% per i RAEE.
In Lombardia, secondo i dati più recenti, la raccolta differenziata si attesta al 74,4%, mentre il recupero di materia raggiunge il 64,4% (86,5% includendo il recupero energetico). Tuttavia, secondo le nuove metodologie di calcolo europee, il tasso effettivo di riciclo si colloca al 54,9%, ancora distante dagli obiettivi fissati per il 2035.
Le indicazioni per il settore
Nel corso dell’Ecoforum sono state avanzate alcune indicazioni operative, tra cui la necessità di accelerare gli iter autorizzativi per gli impianti, semplificare le procedure per i decreti End of Waste, rafforzare le filiere strategiche e incentivare l’utilizzo dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici.
Ulteriori interventi riguardano il rafforzamento dei controlli ambientali e la riduzione del ricorso a materie prime vergini, attraverso il recupero e il riciclo dei materiali, in particolare nel settore delle costruzioni.
Il ruolo delle politiche industriali
Nel corso degli interventi è stato ribadito come la circolarità rappresenti un elemento centrale per la competitività del sistema produttivo. In questo contesto, le materie prime seconde assumono un ruolo strategico, sia per ridurre la dipendenza dalle importazioni sia per sostenere la transizione ecologica.
L’incontro ha confermato la centralità del tema nel dibattito pubblico e industriale, con particolare attenzione alla capacità delle filiere di adattarsi ai cambiamenti normativi ed economici in atto.











