Direttiva Sup: a che punto siamo? La situazione sull’applicazione da parte degli Stati Ue

Secondo la federazione europea dei trasformatori di materie plastiche la situazione sulla Direttiva per la plastica monouso non è ottimale. Innanzitutto non tutti gli Stati membri hanno recepito in tempo il provvedimento e finora le restrizioni sono pienamente in vigore solo in 13 paesi: "Gli orientamenti della Commissione sull'ambito di applicazione della direttiva sono stati pubblicati solo quattro settimane prima della scadenza, il che non ha contribuito a un'attuazione armonizzata"

735
epa06769569 A close-up of plastic straws in Berlin, Germany, 28 May 2018. The EU Commission presented its Plastics Strategy on 28 May 2018 to ban single-use products, like plastic utensils, straws, coffee stirrers and cotton swabs, in the fight against plastic waste which is a main source of environmental pollution because they are used only once, hard to collect for recycling and can kill animals, fish and sea turtles when they swallow plastic straw. EPA/HAYOUNG JEON

Un anno fa, il 3 luglio 2021, scadeva il termine per il recepimento della Direttiva Ue sugli articoli in plastica monouso (SUP) da parte dei paesi membri. A che punto siamo con la sua adozione e applicazione? Secondo l’osservatorio attivato dalla federazione europea dei trasformatori di materie plastiche EuPC e da due associazioni di settore – essenscia e IK Industrievereinigung Kunststoffverpackungen – la situazione non è ottimale. Innanzitutto non tutti gli Stati membri hanno recepito in tempo il provvedimento e finora le restrizioni sono pienamente in vigore solo in 13 paesi. Secondo EuPC, “questa è una delle conseguenze della grande fretta con cui è stata adottata la Direttiva nel 2019. Inoltre, gli orientamenti della Commissione sull’ambito di applicazione della direttiva sono stati pubblicati solo quattro settimane prima della scadenza, il che non ha contribuito a un’attuazione armonizzata”.

EuPC si dice impegnata nella sua attuazione tempestiva e conforme, anche se non si trova d’accordo con alcuni requisiti, e aggiunge: “C’è ancora un importante spazio di interpretazione da parte degli Stati membri che porta a pregiudizi inaspettati. Diversi stanno andando oltre nelle restrizioni o prevedono esenzioni e inasprimenti. È probabile che la frammentazione del mercato aumenterà poiché alcuni Stati stanno pianificando divieti invece di ridurre i consumi, concentrandosi su qualsiasi manufatto SUP, pur avendo implementato una gestione dei rifiuti all’avanguardia”.