Aiuti umanitari e sostenibilità: mandare soldi non merci. L’intervento di due esperti internazionali

Ukraine crisis: why you should donate money rather than supplies, questo è il titolo di un articolo di The Conversation che analizza la situazione degli aiuti umanitari a favore della popolazione ucraina

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aiuti umanitari
Foto di aiuti umanitari - credits Ansa

Abbiamo già affrontato il tema degli aiuti umanitari in favore della popolazione ucraina. Aggiungiamo il contributo tratto da un interessante articolo di The Conversation, che riporta un’analisi di Sarah Schiffling e Wojciech D. Piotrowicz che spiegano perché sia preferibile inviare donazioni in denaro piuttosto che beni materiali.

La crisi umanitaria in Ucraina e i suoi effetti sui paesi vicini, hanno spinto le persone a inviare donazioni di ogni genere. Ma questi aiuti, anche se fatti con le migliori intenzioni, possono creare delle difficoltà a coloro che si trovano a dare una mano sul posto. Il mantra degli aiuti umanitari è stato a lungo: “è meglio il denaro”.

L’invio di denaro può sembrare un gesto impersonale. È molto più appagante immaginare di poter strappare un sorriso a dei bambini traumatizzati inviando dei peluche. Molte persone temono poi che il denaro inviato potrebbe non raggiungere mai i rifugiati ucraini e andare perso.

Questa paura può essere messa da parte grazie a una piccola ricerca. Molti paesi mettono a disposizione registri online degli enti di beneficienza. La trasparenza degli aiuti umanitari sta migliorando. Molte organizzazioni affermate pubblicano informazioni dettagliate sul loro lavoro e sulle loro finanze sui propri siti web.

Secondo il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite, dall’inizio dell’invasione oltre 1 milioni di rifugiati sono scappati nei paesi limitrofi. Per aiutare le persone in fuga dalla guerra, sono state avviate molte raccolte di donazioni. Di queste, la maggior parte sono state destinate alla Polonia che, finora, ha accolto oltre 505.000 rifugiati ucraini. Wojciech Piotrowicz, uno degli autori dell’articolo che stiamo traducendo, sta fornendo consulenza alle autorità polacche su come rispondere all’afflusso di rifugiati e gestire la logistica umanitaria. Osservando l’incredibile arrivo di donazioni, la sua prima reazione è stata terribile. Infatti, nel peggiore dei casi è necessario pensare a come riciclare tutti i beni che stanno arrivando, inoltre non ci sono nemmeno abbastanza persone per sistemare tutto.

Prima di inviare oggetti o cibo è fondamentale fare alcune valutazioni.

Aiuti umanitari: cosa è necessario?

La grande solidarietà che è stata messa in moto, ha fatto arrivare al confine della Polonia più donazioni di beni materiali rispetto alla domanda. Ci sono così tanti oggetti che ora devono essere spostati lontano dal confine per evitare di bloccare l’area. Se manca qualcosa, può essere acquistato in loco senza aggiungere il costo del trasporto internazionale.

Una comunità ucraina, circa 1,5 milioni di persone, abitava già in Polonia. Circa il 90% dei nuovi arrivati troverà rifugio dai loro amici e familiari. Viaggi gratuiti sono offerti ai valichi di frontiera e per gli arrivi dall’Ucraina, è gratuito anche il viaggio in treno. La maggior parte delle donne e dei bambini si sposta rapidamente dal confine e raramente cerca quindi aiuti di beni materiali.

Il bisogno maggiore è in Ucraina, dove vengono segnalate carenze alimentari. Naturalmente però, è molto più difficile fornire aiuti umanitari in zona di guerra. La Commissione europea ha iniziato a trasportare a Kiev articoli sanitari e di protezione civile. L’ONU sta lavorando con i suoi partner umanitari per supportare le autorità locali nella creazione di centri di accoglienza per i rifugiati dell’Ucraina e prevede di creare un hub di distribuzione in Polonia.

Come verranno trasportati i beni materiali?

Le donazioni non richieste sono spesso ostaggio della burocrazia. Chiunque sia intenzionato a inviare beni materiali dovrebbe prima di tutto sapere a chi vengono inviati e chi si occupa di eventuali procedure doganali. Chi riceve i beni deve avere un piano e un luogo per lo stoccaggio e per la gestione. La scelta su cosa inviare deve essere oculata e deve essere inviato solo quello che è realmente necessario e non a cosa potrebbe esserlo.

La Polonia soffre di una carenza di camionisti. Con l’inizio del conflitto questo problema è accresciuto ancora di più. Questo perché molti camionisti sono ucraini che sono ritornati in patria per combattere. Le donazioni di merci che però devono raggiungere la loro destinazione senza esercitare maggiore pressione sulle reti di trasporto.

Come verranno conservati e distribuiti i beni?

La quantità di donazioni che stanno arrivando in Polonia è così grande che le aree di confine stanno esaurendo lo spazio dei magazzini. Questo ancora prima della maggior parte delle donazioni internazionali che devono ancora arrivare. L’aumento della domanda di spazio di magazzino potrebbe aumentare da un lato i costi e dall’altro la carenza di magazzinieri.

Strutture di stoccaggio insufficienti o inadeguate possono portare allo spreco delle merci. Molte immagini mostrano grandi quantità di vestiti stesi a terra o in scatole di cartone presso i punti di accoglienza al confine polacco-ucraino. Le piogge trasformeranno rapidamente quelle donazioni in mucchi di spazzatura.

La grande preoccupazione delle autorità locali che coordinano la risposta è come smistare tutti i beni che stanno arrivando. Inevitabilmente, le donazioni varieranno in termini di qualità. È normale che alimenti o medicinali arrivino oltre la data di scadenza o siano danneggiati dal caldo, dal freddo o dall’umidità. Altre donazioni sono semplicemente inappropriate. Dopo il terremoto di Haiti del 2010, le donazioni ricevute non richieste includevano dieci container di frigoriferi che utilizzavano un voltaggio diverso rispetto a quello di Haiti, oltre ad abiti da sposa e articoli per le feste.

Scaricare le donazioni e sperare che vengano utilizzate in qualche modo crea soltanto ulteriore lavoro ed è improbabile che porti a qualcosa di buono. Ogni organizzazione che invia articoli, deve essere in grado di distribuirli. È particolarmente importante avere a lungo termine delle persone sul campo. Al momento, molti hanno il desiderio di fare volontariato, ma dovranno tornare poi alle loro vite tra una o due settimane. Le grandi agenzie di aiuto lavorano con rotazioni di volontari, garantendo passaggi regolari di consegne e la continuità necessaria.

Cosa succede agli oggetti inutilizzati?

I bisogni in una risposta umanitaria cambiano costantemente. Gli articoli di cui c’era un disperato bisogno giorni prima, diventano rapidamente disponibili e in abbondanza se le donazioni non sono coordinate. La flessibilità è fondamentale. Per questo sono preferibili le donazioni in denaro, in quanto, rispetto a un bene fisso, può essere utilizzato per acquistare ciò di cui si ha bisogno in quello specifico momento. Al contrario molti beni non verranno utilizzati.

Ogni articolo deve essere portato in un’area con un chiaro piano di uscita. Le donazioni non dovrebbero andare sprecate o essere lasciate come problemi che devono gestire le autorità locali. Devono essere pianificati schemi di riciclaggio o di raccolta degli articoli inutilizzati.

Aiuti umanitari: bilanciare denaro e merci

in molte risposte umanitaria, il 60% delle donazioni finisce nelle discariche. È più economico ed ecologico utilizzare articoli disponibili localmente piuttosto che spedirli in tutto il mondo. È anche più probabile che soddisfi le esigenze del momento.

I beni donati sono necessari laddove il mercato locale non può fornirli. Tuttavia, è necessario fornire esattamente quello di cui hanno bisogno. Si dovrebbe creare un equilibrio tra beni donati, approvvigionamento locale e sostegno in denaro. In questo momento in Ucraina c’è una carenza di alcuni articoli medici, ma questi non possono essere acquistati dalle persone, ma devono essere ordinati da fornitori specializzati.

Le donazioni in denaro rimangono il modo più efficiente per aiutare. Chiunque preferisca donare delle cose, potrebbe considerarle di venderle e, con i soldi ricavati, inviare donazioni in denaro alle organizzazioni che si occupano di aiuti umanitari per i rifugiati.