Valle d’Aosta, oltre 1,6 milioni di euro dal riciclo di carta, cartone e vetro

Nel 2025 la raccolta differenziata di carta, cartone e vetro ha garantito alla Valle d'Aosta oltre 1,6 milioni di euro di corrispettivi riconosciuti da Comieco e Coreve. La regione si conferma prima in Italia per raccolta pro capite del vetro e seconda per quella di carta e cartone

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La Valle d’Aosta ha ricevuto nel 2025 oltre 1,6 milioni di euro grazie ai corrispettivi riconosciuti da Comieco e Coreve per la raccolta differenziata di carta, cartone e vetro. Le risorse contribuiranno a ridurre i costi del sistema di gestione dei rifiuti e ad alleggerire la tariffa di conferimento applicata ai SubAto da Enval, gestore dell’impianto di trattamento di Brissogne.

Carta e cartone: oltre 10.600 tonnellate raccolte

La quota principale dei contributi, superiore a 1,1 milioni di euro, deriva dalla raccolta di carta e cartone, che nel 2025 ha superato le 10.600 tonnellate, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente.

Con 87 chilogrammi raccolti per abitante, la Valle d’Aosta si colloca al secondo posto della classifica nazionale, alle spalle dell’Emilia-Romagna e al di sopra sia della media del Nord Italia sia di quella nazionale.

Secondo Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco, il risultato conferma l’efficacia del sistema di raccolta regionale, pur evidenziando margini di miglioramento sia nelle quantità intercettate sia nella qualità dei materiali conferiti.

Vetro: Valle d’Aosta prima in Italia

Per il vetro, Coreve ha riconosciuto alla Regione quasi 500 mila euro. La raccolta ha raggiunto 62,7 chilogrammi per abitante, il valore più alto a livello nazionale, ben superiore alla media del Nord Italia (46,7 kg) e a quella italiana (40,6 kg).

L’assessore regionale all’Ambiente Davide Sapinet ha definito il risultato il frutto dell’impegno condiviso di cittadini, Comuni, SubAto e gestori del servizio, sottolineando tuttavia come sia ancora necessario ridurre la quantità di vetro che finisce nel rifiuto urbano residuo. Nel 2025 questa frazione rappresentava infatti il 3,1% dell’indifferenziato, materiale che potrebbe invece essere recuperato attraverso una corretta raccolta differenziata, con benefici sia ambientali sia economici.

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